Come Diventare un Antiquario

agosto 28, 2020 Non attivi Di Tiziano

L’antiquario si occupa di oggetti antichi a scopo commerciale. Risulta essere il professionista che svolge attività di consulenza, attribuzione, datazione e stima di opere d’arte, oggetti di alto artigianato, mobili antichi e altri beni per poi rivenderli agli acquirenti.
Risulta essere in grado di notare e valorizzare ogni particolare dell’oggetto e di sapere tutto sulla sua storia. Ha una buona cultura artistica; deve essere profondamente esperto di ciò che tratta.
Può essere specializzato nella conoscenza di una particolare epoca o di un particolare settore (dipinti, disegni, oggetti, mobili, tappeti), ma deve avere anche una conoscenza generale di tutto ciò che riguarda l’arte.
Deve saper valutare gli acquisti che fa, possedere nozioni delle varie tecniche di restauro, pur avvalendosi della collaborazione di esperti del settore e consigliare bene i clienti per diventarne un punto di riferimento.
Risulta essere, inoltre, indispensabile che possieda spirito imprenditoriale, in quanto l’antiquario è soprattutto un commerciante.
Nella scelta dei pezzi da acquistare dovrà, infatti, tenere conto, più che del suo gusto personale, di quello dell’acquirente e delle mode che imperano anche in questo campo.
L’interesse crescente per l’antiquariato impone l’esigenza di distinguere i veri professionisti del settore: a tale scopo è stato presentato un disegno di legge, attualmente in fase di definizione, che si propone di regolamentare l’esercizio della professione di antiquario e di istituire un albo nazionale.

Formazione
Non esiste un percorso formativo obbligatorio per questa professione. Ovviamente, è necessario avere un’ottima preparazione di base e una grande esperienza nel settore. La cosa più importante per diventare un buon antiquario e conoscere veramente il mondo dell’arte è l’esperienza, che si accumula con gli anni e che si costruisce frequentando i luoghi e i maestri d’arte. E’, comunque, consigliabile un percorso di studi in ambito storico-artistico.
A livello di scuole superiori è preferibile frequentare il Liceo Artistico. Dopo il diploma si può completare il percorso formativo frequentando un corso di formazione professionale nell’ambito della conservazione del patrimonio storico-artistico. Piuttosto ampia è l’offerta formativa delle scuole private, mentre le opportunità di trovare corsi di formazione professionale finanziati dagli Enti Locali non sono molte. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere agli Informagiovani della propria città.
In alternativa, è possibile proseguire con studi a livello universitario. I corsi di laurea, di primo livello e magistrale, appartenenti alle classi L01 – Beni culturali, L03 – Discipline delle arti figurative della musica dello spettacolo e della moda, L43 – Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, LM11 – Conservazione e restauro dei beni culturali, LM89 – Storia dell’arte sono attivati da numerosi atenei italiani.
L’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà. E’ consigliabile, quindi, rivolgersi direttamente alle segreterie delle università per ottenere informazioni specifiche o visitare il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La formazione scolastica deve essere integrata dall’esperienza sul campo, in bottega. Molti sono gli antiquari che si tramandano la professione di padre in figlio, ma non sono rari i rapporti esterni. Può essere utile collaborare presso una casa d’aste o una galleria e, naturalmente, frequentare mostre e aste.
Infine, chi desidera confrontarsi con il mercato su larga scala e con oggetti di altissima qualità può frequentare i corsi che, ormai da decenni, organizzano le grandi case d’aste londinesi, Sotheby’s e Christie’s. Si tratta, prevalentemente, di master post-laurea in Art Business. Per avere maggiori informazioni si consiglia di consultare i siti.

Accesso alla professione
La professione di antiquario non è legalmente riconosciuta. Non esistono pertanto leggi che la regolamentano o albi a cui iscriversi.
Per aprire un negozio da antiquario è necessario fare riferimento al Decreto Legislativo n. 114/1998 relativo al settore del commercio[1]. Con una lettera al Sindaco del proprio Comune si fa la dichiarazione d’inizio attività per ottenere l’autorizzazione amministrativa.
L’antiquario deve anche inoltrare la dichiarazione di presa d’atto per il commercio di cose antiche e usate al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Deve, inoltre, munirsi di un registro per la compilazione delle operazioni compiute giornalmente, sul quale dovrà descrivere: i pezzi da vendere, il prezzo, la provenienza, il nominativo e gli estremi del documento dell’acquirente.
Il registro, regolato dal “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali” approvato con il Decreto Legislativo n. 490/1999, deve essere vidimato dalla Questura.